| Lo
Champagne è un vino spumante famoso in tutto
il mondo e comunemente associato ai concetti di
lusso e festa; prende il nome dalla regione
della Champagne, situata nel nord-est della
Francia. Lo champagne è prodotto nel
territorio viticolo più settentrionale della
Francia, ed in particolare nelle seguenti zone
(come stabilito dalla legge 22 luglio 1927) con
una superficie vitata di circa 24.000 ettari, il
territorio viticolo dello Champagne è il meno
esteso e il più settentrionale della Francia. Le
più grandi cantine dello Champagne si trovano a
Épernay e a Reims .
La
Storia
Lo champagne è uno dei pochi vini ai quali
sia stato attribuito un inventore, l'abate
benedettino Dom Pérignon, anche se esistono
varie versioni sulla sua origine. I vini della
regione della Champagne erano conosciuti fin dal
medioevo; venivano prodotti principalmente dai
monaci delle numerose abbazie presenti nella
regione, che lo usavano come vino da messa. Ma
anche i regnanti francesi apprezzavano molto
questi vini, fini e leggeri, tanto da offrirli
in segno di omaggio agli altri regnanti europei.
Si trattava però principalmente di vini fermi,
quindi senza spuma, e rossi. Le guerre ed i
saccheggi che nel 1600 devastarono la regione,
causarono la distruzione e l'abbandono delle
abbazie e dei conventi, e quindi il decadimento
delle annesse vigne. Intorno al 1670 Pierre
Pérignon, giovane frate benedettino, giunse
all'abbazia d'Hautvillers, vicino Épernay.con
l'incarico di tesoriere; egli trovò il convento,
e le vigne, in uno stato di totale abbandono, e
si adoperò per rimetterle in sesto. Il suo
lavoro fu indirizzato principalmente alla
produzione del vino; da perfezionista qual era,
si applicò alla selezione delle uve migliori (la
sua scelta cadde sul pinot noir), al
privilegiare i terreni più vocati alla
produzione, ad affinare le tecniche del taglio
dei vini (assemblaggio di uve dello
stesso tipo provenienti da zone diverse), ed a
preferire una spremitura dolce per ottenere un
mosto chiaro anche se da uve a bacca nera (tutte
tecniche caratteristiche ancora oggi della
produzione dello champagne). Rimane il dubbio
sulla genesi della trasformazione del vino fermo
in vino spumante. Una versione afferma che lo
champagne sia nato casualmente per errore
durante il processo di vinificazione di alcuni
vini bianchi; tale errore avrebbe causato lo
scoppio di alcune bottiglie poste ad affinare in
cantina, e quindi portato alla scoperta da parte
dell'abate della "presa di spuma". Un'altra
versione afferma che l'abate, per rendere più
gradevole il vino prodotto, vi aggiungesse in
primavera dei fiori di pesco e dello zucchero,
tappando successivamente la bottiglia con tappi
di legno di forma tronco-conica; allo stappare
della bottiglia si produceva della spuma.
Un'ulteriore versione afferma che i viticultori
che usavano vinificare le uve di pinot si
fossero resi conto che il vino ottenuto
invecchiava male nelle botti, per cui decisero
di imbottigliarlo subito dopo la fermentazione;
nelle bottiglie questo vino conservava
efficacemente gli aromi, ma aveva il difetto di
diventare naturalmente spumante, il che
comportava lo scoppio di molte bottiglie. Quale
che sia la versione, l'abate arrivò alla
conclusione che la spuma fosse dovuta ad una
rifermentazione (dovuta o ad errori nella
vinificazione, o all'aggiunta di lieviti -
contenuti nei fiori di pesco - e di zucchero)
del vino, con conseguente produzione di anidride
carbonica. A questo punto, resosi conto della
gradevolezza del vino "spumante", decise di
perfezionarne la produzione. Messe da parte le
versioni più o meno romanzate, i veri grandi
meriti di Dom Pérignon nell'evoluzione della
tecnica di produzione dello champagne furono
quelli di definire il vitigno più adatto (il
pinot noir), di applicare metodicamente la
tecnica dell'assemblaggio, e di
sostituire i tappi di legno a forma
tronco-conica usati fino ad allora con tappi di
sughero, ancorati al collo della bottiglia per
mezzo di una gabbietta metallica. Da quel
momento in poi anche altri proprietari di vigne
della zona iniziarono a produrre il vino
seguendo le indicazioni dell'abate, ed i nuovi
produttori contribuirono all'affinamento ed al
miglioramento della tecnica di produzione dello
champagne. Ad esempio il problema della
formazione di un deposito nelle bottiglie
durante la permananza in cantina per la seconda
fermentazione (la cosiddetta feccia) fu risolto
dai tecnici dell'azienda di Barbe Nicole
Ponsardin, vedova Clicquot (la famosa "Veuve
Clicquot"); essi idearono le pupitres
(strutture a "V" rovesciata costituite da due
tavole di legno incernierate su un lato e dotate
di fori in cui inserire i colli delle bottiglie)
e misero a punto il remuage sur pupitres,
tecnica che consentiva di effettuare la
separazione dei lieviti dal vino, dando così
allo champagne la limpidezza che lo
caratterizza. La crescita della popolarità dello
champagne ha portato alla nascita di aneddoti e
leggende difficilmente verificabili, quali il
fatto che Dom Pérignon fosse un esperto
assaggiatore di vini (in realtà egli era astemio
ma, essendo anche vegetariano, era un eccellente
assaggiatore di uve), la confessione in punto di
morte da parte di Dom Pérignon della ricetta
segreta dello champagne (non di ricetta si
trattava, ma soltanto dell'indicazione di
aggiungere al vino zucchero e miscela di
liquori), il fatto che la forma del bicchiere a
coppa in cui veniva servito fosse stata
modellata sulla forma - considerata perfetta -
del seno di Madame de Pompadour, ed altre
ancora. Rimane il fatto che lo champagne è un
vino la cui notorietà è diffusa in tutto il
mondo, ed il cui uso ha assunto valenza
simbolica in varie situazioni (basti pensare al
varo delle navi, alle premiazioni delle gare
automobilistiche e ciclistiche ed in generale a
tutte le celebrazioni di eventi particolarmente
importanti).
Dati tecnici
Lo champagne è un vino che presenta varie
caratteristiche particolari rispetto agli altri
grandi vini:
- la vendemmia viene effettuata
manualmente (il disciplinare vieta l'uso
delle macchine vendemmiatrici) in quanto è
essenziale che l'uva arrivi al corretto
grado di maturazione e perfettamente integra
alla pigiatura.
Lo champagne in effetti è un vino bianco
ottenuto principalmente con uve a bacca nera -
il pinot - ed è perciò importante che il succo
(che deve essere incolore) non venga macchiato
dal contatto con l'esterno della buccia (evento
che può accadere anche durante la fase di
raccolta effettuata meccanicamente).
- quasi sempre viene effettuato l'assemblaggio
tra vini di provenienza e di millesimi
(annate) differenti, al fine di assicurare
una continuità delle caratteristiche
qualitative ed organolettiche. L'indicazione
del millesimo, facoltativa, è possibile solo
quando vengono assemblati vini della stessa
annata; ciò è generalmente indice di
un'elevata qualità.
- è un vino spumante mantenuto in
pressione nella bottiglia per mezzo di un
tappo a forma di fungo (contrariamente alla
forma cilindrica dei tappi normalmente
utilizzati), coperto da una capsula
metallica e trattenuto da una gabbietta in
fil di ferro. All'apertura, il tappo tenderà
saltare e lo champagne a fuoriuscire
rapidamente producendo molta schiuma, il che
ne rende il servizio leggermente complesso.
Una volta versato nel bicchiere, che è di
preferenza una "flûte" da champagne, si ha
la produzione più o meno persistente di
bollicine (pèrlage) che tendono a salire
verso la superficie del liquido.
- la marca (non obbligatoria) è un
elemento essenziale per l'identificazione;
gli champagnes più pregiati sono champagnes
di marca.
Vitigni utilizzati
Per la produzione è autorizzato l'uso di
cinque vitigni, di cui tre principali:
- Chardonnay (uva a bacca bianca, 26 %
della superficie piantata),
- pinot noir (uva a bacca nera, 37 % della
superficie piantata,
- pinot meunier (uva a bacca nera,
caratterizzata da una maturazione
leggermente più tardiva rispetto al pinot
noir, 37 % della superficie piantata)
Resa: la legislazione prevede che per ogni
4000 kg di uva solo 2550 litri di mosto possono
essere usati per elaborare lo champagne.
Vinificazione
Il vino Champagne viene prodotto secondo il
metodo classico, chiamato anche metodo
champenoise, che consiste principalmente
nell'operare una doppia fermentazione del mosto,
la prima volta nei tini, la seconda volta nelle
stesse bottiglie, in cantina, con l'esecuzione
del "remuage" (rimescolamento) regolare delle
stesse. Il procedimento di vinificazione prevede
numerose fasi. Le uve vengono raccolte
manualmente in maniera selettiva, cioè
scegliendo solo i grappoli che hanno raggiunto
la giusta maturazione, e trasportate alla
pressatura cercando di mantenere il più
possibile l'integrità degli acini.
Successivamente si pressano le uve in maniera
soffice, si separano rapidamente le bucce dal
mosto e si mette il vino in botte per la
fermentazione. La prima fermentazione, chiamata
fermentazione alcolica è identica a quella che
subiscono i vini tranquilli (cioè non
effervescenti). Quando questa prima
fermentazione si conclude (di solito in
primavera), si imbottiglia il vino di base
con un tappo cavo (solitamente in plastica) dopo
avergli aggiunto dei lieviti selezionati
(prelevati da ceppi della zona dello champagne)
e dello zucchero al fine di far avviare la
seconda fermentazione; questa seconda
fermentazione produce anidride carbonica che
determina la formazione di bollicine, cioè della
spuma. Tuttavia, questa seconda fermentazione
provoca anche la formazione di feccia, che
intorbidisce il vino, e che è necessario
eliminare. Per far ciò occorre sistemare le
bottiglie sulle pupitres strutture a "V"
rovesciata costituite da due tavole di legno
incernierate su un lato e dotate di fori in cui
inserire i colli delle bottiglie. Ogni giorno le
bottiglie vengono ruotate con un movimento secco
(remuage sur pupitres), con una rotazione
inizialmente di un ottavo di giro e
successivamente aumentata a un sesto e, alla
fine del processo, a un quarto di giro. Tale
operazione ha lo scopo di staccare la feccia
dalla parete interna della bottiglia e farla
scendere in basso verso il collo della stessa.
Nello stesso tempo le pupitres vengono
allargate, in maniera che l'angolo di
inclinazione delle bottiglie rispetto al suolo
aumenti fino a diventare quasi verticale. Dopo
alcuni mesi le fecce sono tutte raccolte
all'interno del tappo. Per eliminare le fecce si
inserisce il collo della bottiglia in una
soluzione salina a bassissima temperatura, che
provoca l'istantaneo congelamento delle fecce; a
questo punto si toglie il tappo (questa
operazione si chiama dégorgement, e se
fatta a mano è definita "à la volée"), e con
esso il deposito di feccia. Dopo il
dégorgement si effettua il dosage,
cioè si rabbocca la bottiglia con una miscela
(chiamata liqueur d'expédition) di vini
vecchi, zucchero e liquori tipo cognac o
armagnac; ogni produttore custodisce gelosamente
la composizione di questa miscela, che determina
sia le caratteristiche organolettiche finali
dello champagne sia, per la quantità di zucchero
presente, la sua tipologia o dosage
brut, sec, demi-sec, ecc. Una
volta eseguita questa operazione non resta che
tappare la bottiglia con il caratteristico tappo
di sughero, la capsula metallica e la gabbietta
in fil di ferro. Le bottiglie vengono lasciate
ad affinare ancora e, dopo alcuni mesi sono
pronte per il consumo.
Tipi di champagne
Gli champagne si possono differenziare per il
colore, per il tipo di uve utilizzate, e per il
dosaggio (quantità di residuo zuccherino).
- Colore:
- Lo champagne può essere bianco o,
più raramente, rosé. Contrariamente
alla quasi totalità dei vini rosati, lo
champagne rosé si ottiene mescolando vini
bianchi e vini rossi.
- Uve
- Lo champagne ottenuto da sole uve a
bacca bianca si chiama blanc de blancs;
lo champagne ottenuto da sole uve a bacca
nera si chiama blanc de noirs.
- Dosaggio
- Tecnicamente è l'aggiunta allo
champagne, prima dell'imbottigliamento, di
una piccola dose di sciroppo composto da
zucchero di canna, vini vecchi e, a volte,
cognac o altri distillati. Lo scopo del
dosaggio è duplice: da un lato serve ad
'addolcire' un vino che non ha residuo
zucherino e, di conseguenza, si presenta con
un'acidità molto elevata, dall'altro lato è
fondamentale per fornire allo champagne
(soprattutto se non millesimato) quelle
sfumature di aroma e di gusto
caratteristiche del produttore, cioè quello
che in gergo viene definito goût maison.
Le
bottiglie di champagne
- la huitième:
9,4 cl (rara)
- il quarto:
18,75 o 20 cl
- la mezza:
37,5 cl
- la media:
60 cl (rara)
- la bottiglia:
75 cl
- la magnum:
1,5 l
- la jéroboam:
3 l
- la réhoboam:
4,5 l
- la mathusalem:
6 l
- la salmanazar:
9 l
- la balthazar:
12 l
- la nabuchodonosor: 15 l
- la salomon
18 l
- la souverain
26,25 l
- la primat
27 l
- la melchizédec
30 l
Soltanto la mezza-bottiglia, la bottiglia e
la magnum sono utilizzate per la seconda
fermentazione; gli altri formati vengono
generalmente riempiti con vino già fermentato.
Alcuni produttori hanno recentemente messo in
commercio bottiglie di capacità superiore alla
jéroboam (chiamati, ad eccezione del
souverain e del primat, col nome di
re biblici) come la salomon (18 litri) o
la melchizédec (30 litri); tali formati
sono poco usati, in quanto difficilmente
maneggiabili, fragili e molto costosi da
produrre.
Il tappo
Il tappo di sughero delle bottiglie di
champagne e' caratteristico per la forma a fungo
che assume dopo la stappatura. In effetti il
tappo non ha quella forma al momento
dell'imbottigliamento, ma è cilindrico, di
diametro decisamente maggiore di quello del
collo della bottiglia in cui deve essere
inserito. Affinché possa entrare (per circa la
metà della sua lunghezza originaria) è
necessario che sia compresso radialmente con
forza tramite un'apposita attrezzatura,e
immediatamente dopo, la parte di esso rimasta
fuori della bottiglia deve essere "gabbiettata",
essere cioè compressa assialmente per essere
assestata sul "raso bocca" della bottiglia
affinché si possa instaurare il cosidetto
"effetto tappo corona". L'insieme di queste due
compressioni che il tappo subisce, dapprima
quella radiale (introduzione in bottiglia) e, di
seguito quella assiale (gabbiettatura), agendo
in sinergia, consentono al tappo, sottoposto
alla pressione dell'anidride carbonica presente
nella bottiglia, di contrastare efficacemente la
fuoriuscita di questo gas. Col tempo il tappo
via via perde la sua elasticità naturale, e la
parte situata più vicina all'imboccatura della
bottiglia si degraderà più velocemente di quella
situata più in basso, costringendo il tappo ad
assumere la forma che si conosce. Il tappo è
formato da due parti ben distinte, le cui
differenze sono facilmente individuabili anche a
occhio nudo:
- Il "corpo", costituito da un agglomerato
di sughero di alta qualità (utilizzato per
questa parte del tappo per ragioni
economiche, ma anche per motivi tecnici).
Questa parte non è a contatto con il vino e
costituisce la totalità della parte
superiore al "raso bocca" della bottiglia.
Una parte del "corpo" (9-12 mm) viene
introdotta nel "collo" della bottiglia.
- La "testa", che è costituita (in genere)
da due rondelle di sughero massiccio
incollate una sull'altra alla base del
"corpo" ; si tratta della parte che entra
nel "collo" della bottiglia ed è esposta al
contatto con il vino.
Una volta assemblati, levigati e rifiniti, i
tappi vengono selezionati, in alcuni casi,
trattati in superficie con (paraffina), ma in
ogni caso, devono essere lubrificati con
prodotti adatti al fine di rendere possibile la
loro introduzione in bottiglia, migliorare la
loro tenuta e agevolare la loro futura
estrazione. Sulla testa del tappo viene poggiata
una placchetta in alluminio (con impressa
solitamente la marca dello champagne), ed il
tutto viene chiuso con una gabbietta di fil di
ferro, chiamata muselet che ha la
funzione principale di trattenere il tappo che,
spinto dalla pressione sviluppata dall'anidride
carbonica interna alla bottiglia, tenderebbe ad
essere espulso dalla bottiglia stessa. Le
placchette sono diventate oggetto di
collezionismo.
L'etichetta
Sull'etichetta di una bottiglia di champagne
si trovano numerose informazioni: la marca, il
nome del vinificatore, il dosaggio (brut, sec,
etc.), l'eventuale millesimo, il comune
d'origine delle uve, e talvolta il livello
qualitativo delle uve: grand cru per i
diciassette comuni che hanno diritto a fregiarsi
di questo titolo (il più pregiato) o premier
cru per altri quarantuno comuni. Inoltre è
obbligatorio indicare l'organizzazione
professionale del produttore, con una sigla di
due lettere (solitamente stampata con caratteri
minuscoli sull'etichetta. Questa sigla, che è
forse l'indicazione più importante per definire
la qualità ed il valore di uno champagne, ha i
seguenti significati:
- NM: négociant-manipulant; è il
caso di una casa produttrice di champagne
che compra le uve e le assembla per
elaborare e commercializzare il vino; si
tratta in generale degli champagne più
pregiati, prodotto dalle case dai nomi più
famosi
- RM: récoltant-manipulant;
raggruppa l'insieme dei vignaioli che
elaborano e commercializzano le proprie uve;
si tratta in genererale di prodotti molto
buoni
- CM: coopérative de manipulation;
è il caso di gruppi di produttori che
assemblano le uve, le elaborano e le
commercializzano; si tratta in genere di
prodotti non eccelsi, ma accettabili
- RC: récoltant-coopérateur; i
viticultori conferiscono le loro uve ad una
cooperativa che ha l'incarico di eseguire la
vinificazione; le bottiglie vengono quindi
restituite ai singoli produttori per la
commercializzazione
- ND: négociant-distributeur; è il
caso di un commerciante che acquista le
bottiglie pronte per il consumo e le
commercializza con il proprio marchio
Caratteristiche di produzione
Lo Champagne presenta molte caratteristische
d'originalità fra i grandi vini francesi, in
particolare:
- la raccolta è manuale (le macchine per
vendemmiare sono vietate) poiché è
essenziale che le uve giungano in perfetto
stato.
- la spremitura viene effettuata
con torchi "tradizionali" o "pneumatici" in
modo tale da non macchiare il mosto al
contatto della pelle dell’acino; si tratta
infatti di un vino bianco derivato in gran
parte da un'uva nera è - il pinot -;
- impiego della mescolanza tra i tipi di
uve di diversi allo scopo di garantire una
continuità nelle qualità enologica e nelle
caratteristiche organolettiche;
- l'indicazione della data (possibile ma
non obbligatoria) avviene solo quando sono
riuniti vini dello stesso anno. È
generalmente il segno di una grande qualità;
- il vino spumante è mantenuto sotto
pressione nella sua bottiglia da un tappo
avente la forma di un fungo, fermato con una
capsula di filo di ferro;
- è il solo vino francese che diventa rosa
riunendo vino rosso (di Champagne) con vino
bianco. Lo champagne rosato può anche essere
ottenuto lasciando la pelle delle uve nere a
contatto del mosto dopo la spremitura.
Servire lo
champagne
Lo champagne va servito sempre freddo, ma non
ghiacciato, con una temperatura tra i 5° e i 7°
gradi centigradi. Porre per tempo la/le
bottiglia/e nel refrigeratore, mai nel
congelatore, la temperatura uniforme si
raggiunge in circa 2 ore, mantenendo le
bottiglie nella parte alta, la più fredda. In
caso di necessità di operare in tempi rapidi,
utilizzare un secchiello con abbastanza ghiaccio
e porvi la bottiglia; per accelerare il
raffreddamento si possono aggiungere alcune
manciate di sale. Stappare la bottiglia
estraendo il tappo con un movimento rotatorio
dopo averlo privato della gabbietta. Tenere la
bottiglia leggermente inclinata. Nell'ultima
fase di estrazione del tappo porre avvertenza a
non farsi sfuggire lo stesso per non colpire il
commensale che sta di fronte a noi e per non far
sentire il botto: tipico, ma poco elegante.
Tenendo la bottiglia nella parte posteriore
della stessa e, reggendola con una sola mano,
versare lentamente nei calici il prezioso
liquido facendo attenzione che la spuma non
debordi. Imporre un movimento rotatorio alla
bottiglia per non far gocciolare il vino al
termine dell'operazione di versamento. Lo
champagne si versa in bicchieri appositi a forma
di coppa con piede o a forma di tubo allungato
detti flûte. La preziosità e l'eleganza
dei calici aumentano il gusto di questo
simpatico brindisi.
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